I Conti Faina

Dalla metà dell' Ottocento fino agli anni Quaranta del Novecento la  famiglia Faina entra a far parte di quel ristretto gruppo di famiglie nobili che segnano la storia politica ed economica dell’Umbria. Nella tenuta di San Venanzo erigono la Villa Faina, un'opera di costruzione “conservativa”, che diventa baluardo di sviluppo e fulcro della cultura agraria del territorio fra '800 e '900.Il capostipite della famiglia Faina a San Venanzo è Filippo che nel 1698, sposando Anna Mazzeschi di Antonio originaria del paese, da forestiero, abitante di Montegabbione, diventa un “civis” di San Venanzo. Filippo è un costruttore edile e fa parte della corporazione dei “Maestri costruttori edili” insieme al padre e al fratello.


L'unione con la moglie Anna, appartenente alla borghesia agraria, e le numerose proprietà terriere che caratterizzano la sua dote, aprono a questo ramo della famiglia Faina nuove possibilità di crescita come allevatori e agricoltori, nonché l'opportunità di partecipare all'amministrazione della comunità di San Venanzo.  Con Angelo Faina, dopo importanti vicissitudini e sorte alterna, la famiglia acquisisce un consistente patrimonio e per la prima volta si pensa al titolo nobiliare con la progressiva adozione di uno stile di vita sempre più uniformato all'aristocrazia del tempo. Fu Venanzio, pronipote di Filippo e figlio di Angelo, il primo esponente della famiglia Faina a sposare una nobile e a ricevere il titolo di Conte con diritto di trasmissibilità alle successive generazioni.


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